sabato 10 novembre 2018

Tram storici

   Il tram n. 28 di Lisbona è quello storico per eccellenza, forse il più famoso al mondo. Con le sue tipiche carrozze passa tra monumenti famosi e quartieri come Baixa, Alfama e Barrio Alto. E' un'attrazione per i turisti che l'aspettano alla fermata per salirvi e conoscere gli angoli più interessanti della città, oltre a fare un'esperienza originale. All' Alfama, che è il quartiere più antico di Lisbona, vale la pena arrivarci su questo tram: il percorso tra le strette vie è tutto in salita e nei  'mirador' si può godere di bellissimi scorci panoramici.
Alfama: vista sul Tago
il tram n. 28 ad Alfama
   Anche a Porto c'è una rete di tram d'epoca della stessa tipologia dei tram di Lisbona che fanno il tour storico della città. E' facile vederli nel quartiere più caratteristico, Ribeira, dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'Umanità.
Porto,  Ribeira visto dalla funivia
Porto, tipico tram a Ribeira 
   A San Francisco gli antichi cable car sono una delle attrazioni principali che sferragliano su e giù per le colline della città tra l'entusiasmo dei turisti che si vedono trasportati per le salite e le discese della città che solo così si possono apprezzare. Salire su un cable car è un'esperienza che nessuno può permettersi di perdere! Ci sono salita anch'io e mi sono divertita molto.
San Francisco vista da Twin Peaks
 San Francisco,  carrozze cable car 
 
San Francisco, cable car al capolinea
manovra cable car 
   Per andare da Vienna a Grinzing, antico quartiere vinicolo della città, c'è il tram n. 38 che parte dalla stazione di Schottentor e  proprio a Grinzing ha il capolinea, l'ho scoperto durante il mio tour viennese. Per chi non la conosce Grinzing ha proprio l'aspetto di un villaggio ed è famosa per i tipici 'heuriger' (osterie dopo si può bere il vino nuovo e deliziarsi con i piatti locali).
Grinzing, insegna heuriger
Grinzing, tram n. 38

mercoledì 3 ottobre 2018

La casa moresca in Andalusia

   Sono stata diverse volte in Spagna ed ho visitato le più rappresentative città dell'Andalusia. L'impronta musulmana si riconosce oltre che nei palazzi e nell'Alcazar anche nelle medine, autentici borghi popolari in cui era concentrata la maggior parte delle case. Così come gli esterni di molti edifici islamici sono semplici e privi di elementi ornamentali  la stessa caratteristica si nota nelle case di comune abitazione.
Granada: Albayzin
   Camminando per i quartieri storici di città andaluse, il primo elemento evidente che colpisce il visitatore è la mancanza di finestre e la sobrietà dei muri esterni. L'unico elemento esterno visibile era la porta che spiccava sui muri bianchi e spogli. Le finestre se c'erano si trovavano ai piani superiori, erano molto piccole e si affacciavano su strade strette, tortuose e di solito a scalini.
 cortile interno ad una casa
   All'interno comune a tutte la case era il cortile, dal quale entrava la luce e l'aria facilitando la ventilazione e sul quale si affacciavano le varie stanze. Quelle del piano terra erano occupate dagli uomini, quelle del piano superiore dalle donne. Al centro c'era quasi sempre una fonte o una vasca. Se il cortile era grande ospitava alberi, piante aromatiche, limoni e aranci. Il cortile era lo spazio attorno al quale ruotava la vita giornaliera di una famiglia. Svolgeva anche una funzione di rappresentanza ed era il luogo in cui si ricevevano gli ospiti.

esempio di fontana moresca
   Una peculiarità della casa musulmana era la concezione dello spazio in maniera polifunzionale: a differenza della casa occidentale non esistevano stanze per specifiche funzioni, ma la stessa stanza era utilizzata per svolgere contemporaneamente più funzioni, secondo le ore del giorno e le esigenze della famiglia: la spiegazione si pensa che si possa trovare nelle origini nomade di questo popolo che aveva nella tenda l'unico spazio disponibile, adatto a tutti gli usi.
   A causa dei molteplici usi le stanze non erano arredate con molti mobili e comunque piccoli facilmente trasportabili, c'erano piuttosto tappeti, cuscini, tende, tavolini, bauli. 
   I bagni per gli arabi erano pubblici e avevano la funzione delle classiche terme romane, ma nelle  case c'erano latrine e sistemi di scarico delle acque nere vicine all'esterno.

venerdì 21 settembre 2018

Granada: blanco y rojo

Granada: Fuente de Las Granadas  
   Se andate a Granada ve ne innamorerete. A me è successo. La città ha un fascino particolare che lascia il segno: non puoi dire che sei stato in Andalusia se non hai visto Granada! Dagli angoli più suggestivi dei suoi quartieri storici ai palazzi e alle torri dell'Alhambra, due sono i colori di Granada che rimangono impressi: blanco y rojo. Il bianco è il colore dominante dell'Albayzin e del Realejo: questi ultimi, nonostante si trovino nel cuore della città, percorrendoli si ha la sensazione di trovarsi in paesini dove la vita scorre tranquilla e silenziosa. L'Albayzin e il Realejo sono i quartieri che meglio la rappresentano, come custodi di un'antica civiltà di cui la città è portavoce.

vista di Granada dal Realejo
Albayzin: tipica stradina 
notturno: l'Albayzin dall'Alhambra
   Per scoprire l'Albayzin basta attraversarlo a piedi e raggiungere il Mirador de San Nicolas che è il luogo migliore per godere della vista dell'Alhambra. L'Alhambra appunto, il castello rosso, in arabo 'Qal'at al amra', al tramonto riflette i raggi del sole e le sue torri assumono una tonalità rosacea. Se poi ha appena smesso di piovere e sulla Serra Nevada spunta l'arcobaleno lo spettacolo non ha eguali al mondo!

Mirador de San Nicolas sotto la pioggia
l'Alhambra dal Mirador de San Nicolas
uno spettacolo inconsueto
l'Albayzin visto dal Generalife

martedì 14 novembre 2017

Il Sacro Calice

   Ci sono emozioni che non hanno eguali, come quella di trovarsi di fronte al Santo Graal. Non sapevo che fosse conservato a Valencia, dentro la cattedrale. Bisogna però guardare la grande foto (non bene in vista e un po' di lato) a sinistra, entrando dalla porta d'ingresso 'de los Hierros', per vederlo in modo ravvicinato.
la Cattedrale, interno
navata centrale
                   
                        Valencia, la Cattedrale
                         ingresso 'de los Hierros' 
la Cappella del Santo Graal
   Il Santo Graal è custodito dentro una teca, in una cappella all'interno della Cattedrale di Valencia. La Cappella è a pianta quadrata con pareti di pietra lavorata. Intorno alla teca c'è un altare di alabastro dove sono rappresentate scene del Vecchio e del Nuovo Testamento. Spiccano nella scena principale i dodici Apostoli che partecipano al banchetto con Gesù.
   Si tratta, infatti, del Calice usato da Cristo durante l'ultima cena. Credere o non credere? Questione di fede.
  Sorprende certo la sua fattura perché non si tratta di un semplice calice. Jaime Sancho, il guardiano della reliquia, assicura che la famiglia che ospitò Gesù per l'ultima cena fosse ricca, così è probabile che il calice facesse parte dell'oreficeria di casa per la benedizione pasquale. E' sicuramente del I secolo d. C. anche se il professor Ferran Arasa, dell'Università di Valencia, secondo uno studio recente, dice che si può indicare una datazione più ampia che comprenderebbe in ogni caso il regno di Tiberio. Dal punto di vista scientifico, comunque, non si può dimostrare niente.

giovedì 28 settembre 2017

Cinque giorni e ½ a Valencia

   Sono stata diverse volte in Spagna e ogni volta ci torno volentieri, mi piacciono le sue città  vive e dinamiche. Questa volta sono rimasta sorpresa da Valencia, città all'avanguardia e tutta da scoprire.
esposizione di Manolo Valdes
Emisfero e Palazzo delle Arti
   Elegante come Madrid e vivace come Barcellona, un po' dimenticata prima della Coppa America del 2009, da allora ogni anno attrae un numero crescente di visitatori. 
   Scriveva Al-Idrisi, Descrizione della Spagna (1154):" Valencia, una delle più significative città della Spagna, è edificata in una pianura ed è molto abitata. Molti mercanti e agricoltori vivono lì. Intorno ci sono bazar essendo il punto di partenza e arrivo di molte navi".
   Porto naturale posizionato al centro della costa meridionale spagnola, ha eccellenti comunicazioni col resto della Spagna e dell'Europa.
il porto turistico
   Il suo porto ha costituito l'incentivo maggiore per lo sviluppo della sua economia. La fertilissima huerta che la circonda, col favore di un clima soleggiato tutto l'anno, fornisce prodotti agricoli di tipo mediterraneo. Oltre all'agricoltura, il turismo e i commerci sostengono l'economia del territorio.
   La proiezione avveniristica di Santiago Calatrava ha dato un nuovo aspetto urbanistico alla città con i suoi progetti rivoluzionari che l'hanno resa unica e attraente per il  turista.
   Stili architettonici diversi si affiancano senza stonature per cui si può notare il romanico, il gotico, il neoclassico e il barocco, a volte nello stesso edificio.
Plaza de Toros, neoclassica
torre barocca S. Catalina
Ma lo stile che prevale è quello modernista. Il Modernismo di Valencia è quello che per noi è il Liberty o Art Nouveau, chiamato diversamente a seconda del Paese in cui si è sviluppato. Tra gli edifici modernisti ci sono la stazione ferroviaria (dichiarato monumento storico artistico nazionale nel 1961) e il Mercato Centrale. Accanto a quest'ultimo c'è la Lonja della Seta (in stile gotico) e patrimonio Unesco, simbolo della ricchezza economica che la città ha attraversato nel passato.
la Lonja della Seta
Mercato Centrale, modernista
la Lonja, interno
   La 'ciudad vella' è visitabile a piedi e rappresenta la zona anticamente delimitata dalle mura e dalle porte, come Torres de Quart e Torres de los Serranos (i due ingressi alla città). Il quartiere più antico è il Barrio del Carmen (consigliabile la visita a piedi).
Torri di Serrano 

giovedì 29 giugno 2017

Dedicato all'ape


ape su fiore di arancio
  Dall’antichità ad oggi poesie dedicate alle api ne sono state scritte molteplici, si parla addirittura di una testimonianza letteraria che dura da cinquemila anni! Poeti di tutte le età, geograficamente lontani e culturalmente diversi si sono dedicati a scrivere versi su questo minuscolo insetto.
   Prendendo spunto da un testo che ho letto di recente, ho estrapolato alcuni versi che, a parer mio, trasmettono tutta la naturale poesia dell’ape nonostante siano diversi per ispirazione, periodo letterario e contenuto.

Anacreonte (Teos, 558 a.C.- 485 a.C.)
                   Da Odi, XL
                  Su Amore

ape dentro un fiore di mandorlo
Eros un giorno non vide un’ape
posata fra le rose, e restò ferito.
Punto nel dito della mano
lanciò un grido di dolore:
di corsa volò dalla bella Citera:
“sono perduto, madre, - disse -
sono perduto e muoio. Mi ha colpito
una piccola serpe alata,
che i contadini chiamano ape.”
“ Se d’un’ape il morso” - a lui risponde
“ è così fatale, pensa ora tu quanto soffre
un cuore che è trafitto dal tuo dardo”.
Torquato Tasso (Sorrento, 1544- Roma, 1595)
      Da Rime. Libro IV, 499
      Un’ape esser vorrei
ape dentro fiore bignonia
Un’ape esser vorrei,
donna bella e crudele,
che sussurrando in voi suggesse il mèle;
e, non potendo il cor, potesse almeno
pungervi il bianco seno,
e’n sì dolce ferita
vendicata lasciar la propria vita.




martedì 20 giugno 2017

Favole latine per oggi

   Le favole, dal latino "fabulae", sono brevi narrazioni i cui protagonisti sono quasi sempre animali che agiscono e si comportano come uomini. Sotto la tradizionale veste animalesca, sfilano i tipi umani più diversi per condizione sociale e per carattere: prepotenti, furbi, vanitosi ed altri ancora.
   La cosa più importante è, però, che le favole dicono delle verità che non è nemmeno difficile scoprire, ed esprimono una saggezza antica che è sempre moderna ed attuale. La realtà del mondo umano, in fondo, è sempre la stessa.
   Di Fedro ho scelto alcune favole molto significative che a me sembrano molto indicate per i tempi che stiamo vivendo, vedete cosa ne pensate voi.
maschera umana
Vulpes ad personam tragicam

(La volpe e la maschera tragica)
Personam tragicam forte vulpes viderat:
<< O quanta species, inquit, cerebrum non habet ! >>
Hoc illis dictum est quibis honorem et gloriam
fortuna tribuit, sensum communem abstulit.


Traduzione:
Un giorno una volpe aveva visto una maschera tragica:
<< Oh che bella, disse, non ha cervello ! >>
Questa favola vale per coloro ai quali la sorte ha concesso onore e gloria, ma ha tolto 
il giudizio.
Commento
E' tra le favole più note di Fedro e tra le più moderne. Il suo significato è questo: l'aspetto esteriore, per quanto bello ed affascinante, non basta a dimostrare l'intelligenza di colui al quale la natura ha donato il pregio della bellezza fisica. Vi è un'altra bellezza che il tempo non distrugge e non è legata al capriccio della fortuna: quella dello spirito. La bellezza quindi è solo un accessorio o è tenuta in grande considerazione specialmente oggi che si guarda più all'esteriorità che all'interiorità di ciascuno?