lunedì 24 agosto 2026

Andar per Abbazie in Irlanda

    L’Irlanda è un Paese cattolico dal passato interessantissimo. Dopo la conversione al cattolicesimo ad opera di San Patrizio in Irlanda furono fondate da re e signori locali molte abbazie e monasteri. Le abbazie medievali, per lo più ormai in rovina, sono molto affascinanti, appaiono isolate e abbandonate immerse nei prati o nascoste tra i boschi nel cuore della verde Irlanda.

L’Abbazia di Bective, la seconda abbazia cistercense irlandese, fu filiale dell’ abbazia madre  Mellifont Abbey  collocata vicino Drogheda in County Louth (la prima dell’ordine cistercense ad essere costruita in Irlanda). Di abbazie sorte nel medioevo oggi rimangono resti che troneggiano in ambienti naturali che, personalmente, ho trovato idilliaci. Bective Abbey è una di queste e si trova sul fiume Boyne in Bective, County Meath.

 
   L’abbazia fu fondata nel 1147 dal re di Meath. Si tratta di una struttura protetta e inclusa nei monumenti nazionali d’Irlanda. L’abbazia fu soppressa in seguito allo scioglimento dei monasteri sotto il re Enrico VIII nel 1543 in seguito al quale le terre di appartenenza furono confiscate e il monastero usato come fortificazione. I resti ora visibili datano soltanto dal tredicesimo al quindicesimo secolo. Questi includono la chiesa, la cappella e il chiostro.  Particolarmente ben conservati sono le rovine del chiostro  che presentano archi gotici a punta tipici dell’architettura cistercense.

Bective Abbey fu sottoposta a scavi nel 2010 per renderla più accessibile ai visitatori. Il sito è stato scelto per tre volte come location da produttori di Hollywood: nel 1955 per il film Captain Lightfoot con Roock Hudson, nel 1995 durante le riprese di Braveheart con Mel Gibson e nel 2020  in The last duel con Matt Damon. 


martedì 2 giugno 2026

La Real Cantina Borbonica

    La Real Cantina Borbonica fu costruita per volere di Ferdinando III, re di Sicilia, tra il 1800 e 1803. È collocata fuori di Partinico, nel palermitano.

Si tratta di un ampio edificio pre-industriale che testimonia con i suoi vasti locali un periodo storico preciso, quello della monarchia borbonica siciliana. Con i suoi vasti locali era destinata alla vendita dei vini e degli oli e di altri prodotti della terra dell’Azienda Reale dei Borboni. La struttura somiglia ad un baglio con una grande corte interna in cui si affacciano altri fabbricati come la torre, le case contadine, la stalla, la casa dell’olio, la cantina, e anche una piccola cappella.
È una straordinaria costruzione, unica nel suo genere in Sicilia, che ho avuto l’occasione di visitare di recente durante un corso  dedicato all’assaggio di mieli tipici e che mi ha molto incuriosito per l’importante attività  agricola che svolgeva. Senza dubbio rappresenta una delle edificazioni più significative  a noi rimaste del periodo borbonico in Sicilia.
Viene considerata un capolavoro architettonico. Attualmente tutti i locali sono tenuti in ottimo stato e fruibili dalla collettività. Oggi ospita eventi, convegni, manifestazioni varie, mostre, e il piccolo museo dei pupi siciliani di Nino Canino.  Dentro la cappella ci sono spesso esposizioni di opere di artisti locali.
museo dei pupi

teatrino dei pupi nel cortile

dentro la cappella

domenica 4 gennaio 2026

A Santa Croce

    Santa Croce è il luogo di sepoltura di alcuni dei più grandi nomi italiani (le itale glorie) della storia, della della letteratura, della scienza e dell’arte. La basilica non è solo un luogo di culto ma è un simbolo della grandezza culturale e artistica dell’intero nostro Paese.



Visitarla (in una grigia mattinata prenatalizia) è stata un’esperienza che mi ha emozionato profondamente. E mi sono venuti in mente i versi del Poeta.
 

 ‘A egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti…e bella e santa fanno al peregrin la terra che le ricetta’ (Ugo Foscolo, I Sepolcri). Questi versi sono legati alla possibilità di riscatto dell’Italia e alla riscoperta della grandezza italiana di cui dobbiamo essere orgogliosi.



 

sabato 15 novembre 2025

C’era Montmartre

  Torno a Parigi dopo trent’anni e la trovo cambiata. Poco è rimasto di tutto il suo fascino. Cantieri aperti che nascondono monumenti all’aperto, tour Eiffel chiusa per sciopero, Notre Dame inaccessibile per code lunghissime all’entrata, e tante altre situazioni inaspettate che non mi sono piaciute. Montmartre, ad esempio, è diventato un quartiere solo turistico, un po’ degradato (così almeno mi è sembrato), pieno di negozi di souvenirs. Negozi disposti uno dopo l’altro che espongono tutti la stessa merce.  


   Montmartre, famoso per la basilica del Sacro Cuore, è stato il centro della vita dei bohémiens nella Belle Époque e in passato ha attirato artisti di ogni genere da tutta Europa. Musicisti, scrittori, pittori avevano scelto di vivere a Montmartre scegliendo uno stile di vita non convenzionale, da squattrinati ai margini di Parigi. Qui si incontravano nei caffè, discutevano, scrivevano, dipingevano ed erano parte integrante di questo quartiere che era diventato il simbolo del loro vivere bohémien, poi imitato. L’atmosfera che doveva esserci a Montmartre, un tempo spazio creativo di spiriti liberi, oggi non c’è più, io almeno non l’ho percepita.

   Il quartiere degli artisti di Parigi, ahimè, è diventato solo un’attrazione turistica che viene frequentato per i suoi ristoranti, negozi e bar che ne hanno sbiadito l’ originale autenticità. Si va a Montmartre solo per qualche scatto da portare via. È  possibile, comunque, mangiare qualcosa di tipico scegliendo locali con menù francese a prezzi accessibili. La sera, all’uscita dai ristoranti, è consigliabile ritirarsi senza attardarsi per i vicoli poco illuminati, col buio c’è poca gente in giro. 

   È  stato difficile trovare un alloggio a Montmartre, alla fine mi sono accontentata di uno studio ai piedi della collina, vicinissimo al Sacro Cuore che potevo anche vedere ogni volta che entravo o uscivo. 

   La funicolare è il modo più comodo per salire sulla collina e visitare la Basilica, ma io ho preferito salire a piedi. La scalinata conserva ancora il suo fascino e dal piazzale antistante, se la giornata è limpida la vista su Parigi è spettacolare. La Basilica del Sacro Cuore, che si impone sulla sommità della collina nella zona nord di Parigi, oltre ad essere il simbolo di Montmartre, è una delle principali attrazioni della città e un vero capolavoro architettonico. Con il suo inconfondibile colore bianco, quando la sera è illuminata, nell’oscurità appare bellissima. È questa l’immagine che mi è rimasta più impressa (la sera al rientro mi soffermavo sempre davanti ai suoi cancelli per ammirarla). 


   La basilica, alta più di 80 metri, è celebre anche per il grande mosaico al suo interno ed il campanile che ospita la campana più  grande d’Europa. La basilica fu costruita a partire dal 1875 e consacrata nel 1919. Nacque anche come risposta alle sofferenze di Parigi patite durante la Comune del 1871. Il suo aspetto esteriore riflette un mix di stili al di fuori del gotico che domina in Francia. Il Sacro Cuore è oggi una delle chiese più visitate d’Europa e accoglie milioni di visitatori tutto l’anno. 

   Senza dubbio Montmartre con la sua basilica resta sempre uno dei luoghi più autentici di Parigi nonostante il suo fascino non sia rimasto quello originale. 




domenica 8 giugno 2025

Una mattinata all’ Orto Botanico di Padova

   Desideravo da tempo fare una visita a quest’Orto Botanico considerato tra i più famosi al mondo, e finalmente è stato possibile durante una giornata trascorsa nella città di Padova. Proprio la mattinata del mio ingresso l’Orto era pieno di scolaresche e di molti altri visitatori a testimoniare la sua importanza naturalistica e valenza didattica.

Appassionata di piante come sono l’ho trovato molto ricco di specie rare, alcune per me nuove, altre conosciute vivendo in un Paese quasi interamente interessato da un clima moderato, privo di deserti e di zone fredde. Naturalmente mi sono documentata  prima di visitarlo. L’Orto Botanico di Padova per la sua importanza storica e per il suo sorprendente numero di piante che accoglie è stato inserito nel 1997 nella lista  del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Fondato nel 1545 è all’origine di tutti gli orti botanici del mondo. Nell’Orto vivono oggi 6.000 piante di 3.500 specie vegetali (che naturalmente non ho potuto fotografare tutte!). Molte piante sono esemplari notevoli per la loro importanza storica, altre appartengono a specie minacciate o estinte, altre hanno un ruolo fondamentale in campo medicinale o alimentare, e ornamentale. Inizialmente era stato istituito ad opera dell’Università di Padova per scopi scientifici e didattici per la coltivazione di piante medicinali.
Molte specie sono state introdotte per la prima volta in Italia e in Europa grazie ai legami dell’Orto Botanico con la Repubblica di Venezia che storicamente faceva da tramite con l’Oriente ma anche attraverso i viaggiatori che avevano rapporti con il Nuovo Mondo. L’Orto attraverso i secoli ha mantenuto la sua collocazione originaria e le caratteristiche dell’impianto cinquecentesco con cui era nato. Nel 1680 è stato piantato il Platano orientale nell’ arboreto che, a causa di un fulmine che l’ha colpito (è questa la stranezza) ha il fusto cavo. Tra il 1804 e il 1818 furono realizzate le Serre Ottocentesche dedicate alla conservazione degli esemplari nei mesi più freddi e che ospitano oggi la collezione delle piante insettivore. Nel 1914 l’Orto Botanico ha aggiunto al proprio patrimonio naturalistico il Giardino della biodiversità: in pratica si tratta di cinque grandi serre (costruite in un giardino adiacente all’Orto antico) che riproducono i cinque biomi del pianeta: tropicale, sub-umido, temperato, mediterraneo, arido. Le serre sfruttano l’energia naturale e l’energia solare.
Nel 2023 è stato aperto il Museo botanico in cui si racconta la storia dell’Orto (che ho trovato molto ricco di notizie). L’Orto Botanico di Padova ha un simbolo: è  la Palma di Goethe che è la pianta più antica dell’Orto e che si chiama così in onore  dell’autore tedesco che la descrisse in un suo famoso saggio botanico (Le metamorfosi delle piante), dopo aver visitato l’Orto botanico nel 1786. La palma è alta circa 11 metri ed è custodita dentro una sua serra. Il suo nome scientifico è Chamaerops humilis conosciuta anche come palma nana. Vive spontanea sulle coste mediterranee in Sicilia e in Sardegna ma a Padova ha bisogno di essere conservata con cura per il clima diverso.
Le piante che ho trovato più interessanti da vedere nella serra tropicale sono state la pianta del cacao, della vaniglia, del banano e la palma del viaggiatore nella serra tropicale. Nella serra sub-umida ho visto la pianta del caffè (che conoscevo per averla vista altre volte) e la vasca delle ninfee. Nella serra mediterranea non mi sono soffermata molto perché sono abituata alle piante che vi sono esposte come l’ulivo, il mirto e gli agrumi.
Essendo un’appassionata di cactus mi sono trattenuta di più nella serra arida che ospita le piante tipiche dei deserti. Completano questo magnifico Giardino le vasche all’aperto con le ninfee e altre piante acquatiche davanti le serre con le scenografiche cascate. 



sabato 18 maggio 2024

Sul Canal du Midi

    Dopo quasi trent’anni sono ritornata in Francia. Avevo visitato tutta la costa mediterranea e anche Parigi, ma mai ero stata a Tolosa che ho trovato molto interessante sia come città in sé stessa sia per le cittadine vicine molto facili da raggiungere anche con il treno (che preferisco sempre quando devo spostarmi nei dintorni di una grande città). Tolosa è un’incantevole città, centro culturale dell’Occitania che ho esplorato con grande curiosità scoprendo molti dei suoi monumenti che non sapevo esistessero ma, in realtà, la scoperta più piacevole e rilassante è stato navigare sul Canal du Midi.

   Canal du Midi è un famoso sito storico facente parte del Patrimonio mondiale dell’Unesco dal 1996. Il Canale è considerato un’opera unica al mondo e collega Sète (sul Mediterraneo) a Tolosa, dove si congiunge al Canale della Garonna, arrivando fino a Bordeaux. Scavare un canale tra il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico era un’idea a cui avevano già pensato i Romani ma il progetto non era mai andato in porto. Questa pazza idea, invece, si concretizzò durante il regno di Luigi XIV. E Luigi XIV aveva ragione quando predisse che il Canale avrebbe lasciato un segno nella storia perché secoli dopo fu riconosciuto come una “espressione esemplare del genio creativo umano”. I lavori furono iniziati sotto la supervisione di Colbert e il progetto, molto ambizioso, difficile e costoso, fu di Pierre-Paul Riquet.
I lavori per la sua realizzazione durarono più di 14 anni tra varie difficoltà tra le quali ci fu yanche la fine dei finanziamenti reali (ma Riquet non si perse d’animo anzi pagò di tasca sua gli operai che lavoravano alla costruzione del canale). L’inventore del Canal du Midi, che purtroppo morì prima dell'inaugurazione dell’opera, ha una sua statua a Tolosa. Il Canale fu inaugurato nel 1681. Tra il 1836 e il 1856 il Canal du Midi venne prolungato scavando un altro tratto da Tolosa: il Canal de Garonne. I due canali formano complessivamente 360 km di vie navigabili e uniscono in uno solo quello che viene chiamato il Canale dei due Mari. Queste vie d’acqua svilupparono notevolmente per lungo tempo il trasporto di passeggeri e di merci dal Mediterraneo all’Atlantico. Dopo aver perso la sua funzione commerciale il canale oggi viene utilizzato come attrazione turistica. 



giovedì 28 settembre 2023

Monastero di Batalha

   Sono stata a Batalha di recente durante un mio tour in Portogallo, il terzo per la verità, ed ho scoperto che non si finisce mai di scoprire il patrimonio storico, artistico e culturale di questo Paese. Alcune località non le avevo ancora visitate, ad esempio non ero mai andata a Batalha dove c’è un famoso Monastero così ho deciso di andarci tanto più che questa volta ero in compagnia di amici che gentilmente mi hanno accompagnata.

La facciata
Mi sono trovata davanti ad un capolavoro architettonico che riassume le caratteristiche peculiari del tardo gotico portoghese o manuelino. A questo punto non mi resta che darne qualche cenno storico e farne una breve descrizione. Il Monastero di Bathala è un convento che si trova nella città di Batalha nel centro del Portogallo. Fu fatto erigere dal re Giovanni I per commemorare la battaglia di Aljubarrota del 1385 contro Giovanni I di Castiglia. Prima dell’inizio della battaglia il re Giovanni I di Portogallo aveva fatto una promessa alla Madonna cioè che avrebbe fatto erigere un monastero alla Madonna in segno di ringraziamento in caso di vittoria. Il convento è dedicato a Santa Maria della Vittoria proprio per questo motivo ed è costruito nei pressi del luogo dove avvenne la storica battaglia. 
La Cappella del fondatore


La sua costruzione durò circa due secoli durante i regni di sette monarchi e terminò nel 1517 con grande dispendio di denaro e di risorse umane. Fu sospesa quando Alfonso V del Portogallo decise di dedicare tutti i suoi sforzi economici alla costruzione del Monastero Los Jeronimos a Lisbona.