Torno a Parigi dopo trent’anni e la trovo cambiata. Poco è rimasto di tutto il suo fascino. Cantieri aperti che nascondono monumenti all’aperto, tour Eiffel chiusa per sciopero, Notre Dame inaccessibile per code lunghissime all’entrata, e tante altre situazioni inaspettate che non mi sono piaciute. Montmartre, ad esempio, è diventato un quartiere solo turistico, un po’ degradato (così almeno mi è sembrato), pieno di negozi di souvenirs. Negozi disposti uno dopo l’altro che espongono tutti la stessa merce.
Montmartre, famoso per la basilica del Sacro Cuore, è stato il centro della vita dei bohémiens nella Belle Époque e in passato ha attirato artisti di ogni genere da tutta Europa. Musicisti, scrittori, pittori avevano scelto di vivere a Montmartre scegliendo uno stile di vita non convenzionale, da squattrinati ai margini di Parigi. Qui si incontravano nei caffè, discutevano, scrivevano, dipingevano ed erano parte integrante di questo quartiere che era diventato il simbolo del loro vivere bohémien, poi imitato. L’atmosfera che doveva esserci a Montmartre, un tempo spazio creativo di spiriti liberi, oggi non c’è più, io almeno non l’ho percepita.
Il quartiere degli artisti di Parigi, ahimè, è diventato solo un’attrazione turistica che viene frequentato per i suoi ristoranti, negozi e bar che ne hanno sbiadito l’ originale autenticità. Si va a Montmartre solo per qualche scatto da portare via. È possibile, comunque, mangiare qualcosa di tipico scegliendo locali con menù francese a prezzi accessibili. La sera, all’uscita dai ristoranti, è consigliabile ritirarsi senza attardarsi per i vicoli poco illuminati, col buio c’è poca gente in giro.
È stato difficile trovare un alloggio a Montmartre, alla fine mi sono accontentata di uno studio ai piedi della collina, vicinissimo al Sacro Cuore che potevo anche vedere ogni volta che entravo o uscivo.
La funicolare è il modo più comodo per salire sulla collina e visitare la Basilica, ma io ho preferito salire a piedi. La scalinata conserva ancora il suo fascino e dal piazzale antistante, se la giornata è limpida la vista su Parigi è spettacolare. La Basilica del Sacro Cuore, che si impone sulla sommità della collina nella zona nord di Parigi, oltre ad essere il simbolo di Montmartre, è una delle principali attrazioni della città e un vero capolavoro architettonico. Con il suo inconfondibile colore bianco, quando la sera è illuminata, nell’oscurità appare bellissima. È questa l’immagine che mi è rimasta più impressa (la sera al rientro mi soffermavo sempre davanti ai suoi cancelli per ammirarla).
La basilica, alta più di 80 metri, è celebre anche per il grande mosaico al suo interno ed il campanile che ospita la campana più grande d’Europa. La basilica fu costruita a partire dal 1875 e consacrata nel 1919. Nacque anche come risposta alle sofferenze di Parigi patite durante la Comune del 1871. Il suo aspetto esteriore riflette un mix di stili al di fuori del gotico che domina in Francia. Il Sacro Cuore è oggi una delle chiese più visitate d’Europa e accoglie milioni di visitatori tutto l’anno.
Senza dubbio Montmartre con la sua basilica resta sempre uno dei luoghi più autentici di Parigi nonostante il suo fascino non sia rimasto quello originale.




